{"id":2119,"date":"2014-01-22T21:22:47","date_gmt":"2014-01-22T19:22:47","guid":{"rendered":"http:\/\/bardina.blog.pangea.org\/?page_id=2119"},"modified":"2014-01-28T14:20:07","modified_gmt":"2014-01-28T12:20:07","slug":"el-capitalisme-comunitari","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/bardina.blog.pangea.org\/it\/publicacions-de-lagusti-chalaux-vida-obra-i-pensament\/el-capitalisme-comunitari\/","title":{"rendered":"Il Capitalismo Comunitario"},"content":{"rendered":"<p><\/p>\n<p align=\"center\">Il Capitalismo Comunitario.<\/p>\n<p align=\"center\"><b>Indice<\/b>:<\/p>\n<ul>\n<li><b><a href=\"#presentacio\">Presentazione.<\/a><\/b>\n<p><b>Il gruppo del Centro Bardina.<\/b><\/li>\n<li><b><a href=\"#capitalisme\">Il Capitalismo Comunitario.<\/a><\/b>\n<p><b>Agust\u00ed Chalaux de Subir\u00e0.<\/b><\/li>\n<\/ul>\n<hr width=\"100%\" \/>\n<p align=\"justify\"><a name=\"presentacio\"><\/a><b>Presentazione.<\/b><\/p>\n<p align=\"justify\">Cari amici,<\/p>\n<p align=\"justify\">Il nostro presidente, il Sig. Agust\u00ed Chalaux, ha appena pubblicato un nuovo documento per ripetere, ancora una volta -con il suo stile provocatore che \u00e8 diventato classico- quanto ci dice sempre. Cio\u00e8, che se oggi esiste la miseria materiale -in un momento di autentico accumulo di beni materiali grazie alla tecnologia moderna- la colpa \u00e8 di tutti noi, e soprattutto dei governi incapaci di applicare una politica monetaria rivoluzionaria.<\/p>\n<p align=\"justify\">Si tratta, in realt\u00e0, di capire l&#8217;importanza dei <b>consumatori semplici<\/b> -alcuni individui con vocazione altruista e quelli che non possono o non vogliono accedere al settore produttivo- come agenti indispensabili del mercato, soprattutto nelle societ\u00e0 sviluppate.<\/p>\n<p align=\"justify\">Agust\u00ed Chalaux ricorda gli antefatti storici proposti da Bismarck e Marx nel secolo XIX, e la nuova formula proposta recentemente dal premio Nobel di Economia, Maurice Allais, l&#8217;ipotesi cio\u00e8 di un <b>capitalismo comunitario <\/b>complementario del capitalismo privato, e capace di garantire il finanziamento di <b>entrate minime per abitante <\/b>a favore di tutti i consumatori semplici.<\/p>\n<p align=\"justify\">Anche se l&#8217;ipotesi di Maurice Allais rimane circoscritta al settore monetario, il suo punto di vista \u00e8 molto suggestivo per farci capire il dinamismo economico che rappresentano in una societ\u00e0 sviluppata tutti i consumatori semplici (liberi professionisti, gruppi marginali, malati, vecchi e bambini&#8230;) perche favoriscono l&#8217;avviamento degli eccedenti di produzione attraverso il mercato al minuto.<\/p>\n<p align=\"justify\">In poche parole, non bisogna occuparsi dei poveri attraverso le societ\u00e0 di beneficenza, ma si deve piuttosto capire che sono un elemento indispensabile per il buon funzionamento dell&#8217;economia.<\/p>\n<p align=\"justify\">Cordialmente,<\/p>\n<p align=\"right\">Il gruppo del Centro Bardina.<br \/>\n(Barcellona, 5 marzo 2000).<\/p>\n<hr width=\"100%\" \/>\n<p align=\"justify\"><a name=\"capitalisme\"><\/a><b>Il Capitalismo Comunitario.<\/b><\/p>\n<p align=\"justify\">1. <b>Bismarck, Marx e Lasalle.<\/b><\/p>\n<p align=\"justify\">Durante alcuni anni, ben avanti nel secolo XIX, Bismarck e Marx mantennero una corrispondenza sporadica attraverso il sindacalista tedesco Ferdinand Lasalle (1825-1864).<\/p>\n<div align=\"center\">\n<table border=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><a href=\"http:\/\/bardina.blog.pangea.org\/files\/2014\/01\/Karl_Marx.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2120\" alt=\"Karl Marx\" src=\"http:\/\/bardina.blog.pangea.org\/files\/2014\/01\/Karl_Marx.jpg\" width=\"158\" height=\"185\" \/><\/a><\/td>\n<td><a href=\"http:\/\/bardina.blog.pangea.org\/files\/2014\/01\/Ferdinand_Lasalle.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2121\" alt=\"Ferdinand_Lasalle\" src=\"http:\/\/bardina.blog.pangea.org\/files\/2014\/01\/Ferdinand_Lasalle.jpg\" width=\"129\" height=\"185\" \/><\/a><\/td>\n<td><a href=\"http:\/\/bardina.blog.pangea.org\/files\/2014\/01\/Otto_von_Bismarck.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2122\" alt=\"Otto von Bismarck\" src=\"http:\/\/bardina.blog.pangea.org\/files\/2014\/01\/Otto_von_Bismarck.jpg\" width=\"146\" height=\"185\" \/><\/a><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<p align=\"justify\">Come risultato di questo dialogo e di una certa comunanza di ideali pacifici, Bismarck diede piena libert\u00e0 ai sindacati tedeschi, molto in anticipo sugli altri governi europei, persino prima ancora che i sedicenti governi progressisti d&#8217;Inghilterra e Francia.<\/p>\n<p align=\"justify\">Poco dopo, nel 1885, Bismarck cre\u00f2 la prima Previdenza Sociale europea, cos\u00ec perfetta che questa Previdenza sopravvive ancora in Alsazia e nel dipartimento di La Moselle (in Lorena) con risultati molto notevoli tanto nel campo strettamente sanitario come da un punto di vista finanziario (con dei livelli mai raggiunti dall&#8217;attuale Previdenza Sociale francese eccesivamente burocratizzata).<\/p>\n<p align=\"justify\">Marx, con le sue analisi economiche, e Bismarck, con un concetto strettamente politico, erano d&#8217;accordo su un progetto, il cui scopo essenziale era la necessit\u00e0 di <span style=\"text-decoration: underline\">dare gratuitamente ad ogni individuo non stipendiato un reddito vitale minimo per garantirgli una vita decente<\/span>. Di fatto, quello che oggi viene chiamato REDDITO MINIMO PER ABITANTE (o <i>basic per capita income<\/i>).<\/p>\n<p align=\"justify\">2. <b>L&#8217;individuo non stipendiato.<\/b><\/p>\n<p align=\"justify\">Per capire meglio questo problema, bisogna in primo luogo definire il termine <span style=\"text-decoration: underline\">individuo non stipendiato<\/span>.<\/p>\n<p align=\"justify\">Si tratta soprattutto di individui che non riescono a trovare un mezzo di guadagno economico nel sistema produttivo, e che pertanto sono condannati al ruolo di disoccupati.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ma in un senso pi\u00f9 ampio, si tratta di tutti quelli che non son compresi nel sistema produttivo, sia -come abbiamo appena detto- perch\u00e8 si tratta di un disoccupato forzato che cerca lavoro, sia perch\u00e8 questa persona ha scelto di mantenesi al di fuori del sistema produttivo.<\/p>\n<p align=\"justify\">In questa seconda ipotesi, abbiamo un primo caso molto chiaro e facilmente ammesso dalla societ\u00e0: quello delle vocazioni altruiste al servizio della comunit\u00e0 (medici, insegnanti, cooperanti del Terzo Mondo&#8230;). Ma qui dobbiamo anche includere gli individui che scelgono liberamente di restare fuori dal sistema produttivo e che, malgrado tutto, hanno diritto a un certo sussidio di sussistenza.<\/p>\n<p align=\"justify\">3. <b>Il capitalismo comunitario.<\/b><\/p>\n<p align=\"justify\">Nel momento di proporre un sussidio minimo per tutti gli individui non stipendiati, Marx e Bismarck scoprirono che questo progetto era imposibile in un sistema economico dove soltanto il capitalismo privato controllava la ricchezza delle nazioni (che \u00e8, in realt\u00e0, la situazione che \u00e8 stata imposta all&#8217;umanit\u00e0 negli ultimi 4.500 anni).<\/p>\n<p align=\"justify\">Di conseguenza, ed ognuno in modo indipendente, suscitarono la necessit\u00e0 di un capitalismo comunitario come complemento del capitalismo privato, una vera rivoluzione per le mentalit\u00e0 del secolo XIX. Nel caso di Bismarck -un pol\u00edtico molto popolare che governava con poteri quasi dittatoriali- questa rivoluzione non fu introdotta perche non voleva provocare l&#8217;abdicazione del debole e complessato Guglielmo II e prefer\u00ec dimettersi.<\/p>\n<p align=\"justify\">4. <b>Il capitalismo comunitario oggi.<\/b><\/p>\n<p align=\"justify\"><a href=\"http:\/\/bardina.blog.pangea.org\/files\/2014\/01\/Maurice_Allais.gif\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-2123\" alt=\"Maurice_Allais\" src=\"http:\/\/bardina.blog.pangea.org\/files\/2014\/01\/Maurice_Allais.gif\" width=\"131\" height=\"185\" \/><\/a>Il premo Nobel di Economia, Maurice Allais, ha proposto recentemente una nuova riflessione sul capitalismo comunitario, alla luce della mondializzazione attuale dell&#8217;economia e dell&#8217;enorme sviluppo della telematica.<\/p>\n<p align=\"justify\">Allais insiste in primo luogo sull&#8217;impossibilit\u00e0 di fare avanzare l&#8217;economia mondiale appoggiandosi unicamente sugli organi finanziari privati (banche, casse di risparmio e assicurazioni).<\/p>\n<p align=\"justify\">La ragione di questo \u00e8 molto semplice: al giorno d&#8217;oggi le istituzioni finanziarie private controllano il 95% del danaro generato dal sistema produttivo mondiale, ma soltanto un 25-30% delle persone stipendiate sono solventi e capaci di ottenere dei prestiti bancari tradizionali.<\/p>\n<p align=\"justify\">Per questa ragione esiste una enorme quantit\u00e0 di danaro che non pu\u00f2 essere utilizzata per mezzi tradizionali, come i prestiti finanziari, e il sistema economico mondiale trova come unica via di uscita l&#8217;industria bellica, la moltiplicazione delle guerre locali, e le diverse forme di corruzione politica, economica e sociale.<\/p>\n<p align=\"justify\">Come risultato di quest&#8217;analisi, Allais propone di nuovo -sui passi di Marx e Bismarck- la creazione di un capitalismo comunitario complementare del capitalismo privato. Il punto pi\u00f9 originale della sua idea \u00e8 quello di fissare i principi per fornire i fondi necessari per ognuno di questi due capitalismi.<\/p>\n<p align=\"justify\">Allais propone che tutti i titolari di conti in banca decidano, per contratto e liberamente, la percentuale che vogliono che le banche gestiscano d&#8217;accordo con le norme del capitalismo privato. Il resto dei saldi dei conti bancari -sempre in deposito nelle banche private- sarebbe messo telematicamente a disposizione dell&#8217;erario pubblico per essere utilizzato a favore dei semplici consumatori per mezzo di una Banca Comunitaria. Per questi saldi la Banca Comunitaria pagherebbe alle banche private un interesse elevato, che queste dovrebbero trasferire ai proprietari dei conti (cosa che favorirebbe anche un concetto pi\u00f9 intelligente della vocazione tradizionale delle banche come depositarie dei capitali dei loro clienti).<\/p>\n<p align=\"justify\">Conosciuto l&#8217;importo totale disponible nella Banca Comunitaria, i responsabili di quest&#8217;organo dovrebbero programmare l&#8217;aggiudicazione degli importi di danaro disponibili a favore dei semplici consumatori e delle istituzioni sociali, mantenendo sempre un senso di prudenza politica per garantire l&#8217;equilibrio fra la disponibilit\u00e0 finanziaria e gli eccedenti di produzione del settore produttivo.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ci\u00f2 nondimeno, la Banca Comunitaria non deve in nessun caso garantire la contabilit\u00e0 esatta delle operazioni economiche fatte con questi fondi, dato che saranno sempre impiegati sul mercato e che questo \u00e8 sempre controllato dalla contabilit\u00e0 esatta e precisa del settore privato.<\/p>\n<p align=\"justify\">5. <b>Conclusione.<\/b><\/p>\n<p align=\"justify\">Con questi tre esempi -Bismarck, Marx e Allais- vogliamo dimostrare che oggi vi sono soluzioni alternative per disporre degli eccedenti di produzione incorporando i semplici consumatori come agenti del mercato.<\/p>\n<p align=\"justify\">Disgraziatamente, questa possibilit\u00e0 viene sistematicamente dimenticata dai poteri politici ed economici e, troppo spesso, gli economisti pagati dal sistema preferiscono la sicurezza del loro stipendio al servizio delle istituzioni ufficiali al rischio di vedersi esclusi dal loro impiego a causa di proposte rivoluzionarie (troppo lontane dal \u00abpensiero unico\u00bb imposto dall&#8217;attuale potere mondiale).<\/p>\n<p align=\"right\">Agust\u00ed Chalaux de Subir\u00e0.<br \/>\nPresidente del CEJB.<br \/>\nBarcellona, 14 febbraio 2000.<\/p>\n<p><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Capitalismo Comunitario. 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